Lettera aperta al Sindaco

Caro Primo Cittadino,

In qualità di Presidente e fondatrice , nel 2008,  della prima associazione cittadina “pro loco” Lecce, Ti scrivo per spiegare quali sono le motivazioni che mi portarono, undici anni fa, a dare vita a Pro Loco Lecce.

L’ho fatto perché credevo e credo nelle risorse di questa città e perché per la mia città mi sono sempre “spesa” senza nulla chiedere per il mio tornaconto personale.

Ho atteso, invano, fino ad oggi, che le diverse amministrazioni comunali ( ed il Commissario con il quale ho avuto un colloquio breve ma significativo e incoraggiante)  ci dotasse di una sede consona alla funzione civile,  sociale e culturale  svolta  dall’associazione cittadina “pro loco”, a Lecce.

Per mancanza di sede sociale adeguata, in dieci anni, non è stato possibile avvalersi di nessuna delle opportunità offerte alle altre pro loco d’Italia dalle convenzioni  e dai partenariati nazionali e internazionali posti a disposizione dal circuito UNPLI, patrocinato dall’UNESCO: Servizio Civile, Servizio Volontario Europeo, partenariati con Telethon, MIUR, SIAE …

Pro Loco vuol dire promozione della cittadinanza, dell’ambiente, della cultura immateriale, dei beni naturali, del turismo accessibile e sostenibile … Pro Loco può ospitare associati che presiedono associazioni e che vogliono fare “pro loco” e cioè operare per il luogo che le ospita…

Siamo andati avanti, anche senza sede sociale, con caparbietà, credendo nelle finalità statutarie del nostro progetto e abbiamo dato vita ad attività importanti come il “Progetto Delfino con ausilio JOB”, per la balneazione dei disabili su spiaggia libera, come il “Carnevale Barocco alla Corte di Lecce” per la destagionalizzazione del turismo e per la messa in rete e valorizzazione delle eccellenze dell’arte, dell’artigianato, dello spettacolo, del teatro e della musica, come il progetto “Est-Etica Mente” per le donne disagiate e/o deturpate, bisognose di ritrovare un’immagine positiva di sé, come il progetto “DonneAdArte” per le pari opportunità ed il gemellaggio tra realtà diverse del Paese che possano incrementare lo scambio di esperienze e cultura al femminile,  come il progetto “ Dove andare per…” per un’informativa esaustiva e concreta, in tutte le lingue, per i bisognosi di accoglienza e cure in transito nella nostra città, … Una città che ho definito “gentile” nel senso più letterario e, insieme, popolare del termine. Una città che deve comprendere il valore di un’associazione cittadina super partes, in grado di supportare, integrare, promuovere e completare l’azione amministrativa di gestione della comunità.

FARE PRO LOCO vuol dire promuovere la cittadinanza, con particolare riguardo al cosiddetto “terzo settore”, promuovere  la cultura, con particolare riguardo a quella popolare ed immateriale che sostanzia un territorio e colora  la sua lingua e le sue tradizioni, promuovere l’ospitalità che non è solo business ma soprattutto capacità di lettura dei bisogni di tutti con conseguente accessibilità ivi compresi i bisogni dell’ambiente, un ambiente ancora ricco di risorse e bellezza  che richiede sostenibilità , promuovere lo sport che consente ai più giovani di allontanarsi dall’eccesso di preconfezionato tecnologico e di allenarsi ad affrontare, con lealtà e coraggio, la vita vera, promuovere  l’artigianato e le pari opportunità  specialmente quando i più giovani o le donne in difficoltà hanno bisogno di una “rete” che consenta loro di ripartire con successo.

Siamo nel 2019: è il primo anno dopo il decennale dalla nostra fondazione ed è anche il primo anno in cui si concretizza, per la prima volta, una legge regionale che riconosce e supporta le pro loco.

Sarei felice se potesse essere anche il primo anno in cui Pro Loco Lecce, ha una propria sede sociale, a Lecce.

Maria Gabriella de Judicibus

( Presidente Pro Loco Lecce)

Lecce, 7 Maggio 2019

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